sTORIA DEL SEME

Tra i grani duri il Senatore Cappelli è stato il più diffuso ed utilizzato nel centro Italia, in particolare nell’Abruzzo collinare, fino all'avvento delle varietà moderne più produttive.

Fu definito "razza eletta" intorno agli anni '30 da Nazzareno Strampelli uno dei più grandi genetisti agrari italiani, poiché risultava essere il più produttivo, ricco e saporito rispetto a tutti gli altri tipi di grani duri da lui selezionati. Decise poi di chiamarlo con questo insolito nome in onore del Senatore Abruzzese Raffaele Cappelli, in quanto sostenitore delle sue ricerche e promotore di una riforma agraria che distingueva i grani duri dai grani teneri, agli inizi del '900.

Come tutti i grani antichi è meno produttivo e scomodo in fase di raccolta per la sua altezza che mal si presta alla lavorazione intensiva dove invece è apprezzata la velocità, la quantità e l'alta resa, piuttosto che la qualità, la sanità e il livello nutrizionale.

 

E' un grano che oggi viene utilizzato esclusivamente in agricoltura biologica e biodinamica proprio perché essendo rimasto strutturalmente originale si presenta più forte e resistente e non ha bisogno di trattamenti chimici come pesticidi, diserbanti e concimi vari.

 

Quella del grano Senatore Cappelli è una varietà antica che contiene percentuali più elevate, rispetto ai grani moderni, di proteine, aminoacidi, vitamine e minerali, con all'apprezzato vantaggio di essere molto digeribile in quanto povero di glutine (circa il 10%) e di glucosi.

 

Si contraddistingue per il profumo intenso, il sapore deciso e per le spighe alte più di un metro e ottanta che terminano con inconfondibili baffi neri. Particolarmente resistente ai climi secchi è considerato il re dei grani duri italiani.